Custodi della memoria
collana diretta da Riccardo Naldi
La perdita della memoria non è solo il venir meno dei saperi. Dimenticare un’opera d’arte è anche il primo passo verso l’incuria e il deterioramento, fino alla distruzione o al furto.
La nostra storia si impoverisce; siamo privati di beni che hanno un valore culturale, ma anche materiale.
Molte opere d’arte si sono potute salvare solo perché, nel disinteresse dei più, alcuni si sono addentrati in luoghi abbandonati e dimenticati, aprendo porte sbarrate e scavando tra le macerie.
Oltre che alle parole, la memoria del nostro passato artistico è affidata alle immagini. La fotografia non è solo documento, ma anche strumento di conoscenza, termometro di qualità.
Troppo spesso opere d’arte di prima fascia sono state condannate senza appello solo per colpa di fotografie maldestre e distratte.
Custodi della memoria è una collana che nasce dalla convinzione che ricerca e tutela sono strettamente intrecciate; che tener vivo il ricordo significa non perdere la speranza di un recupero che parrebbe impossibile; che un occhio vigile e consapevole, giovandosi della buona fotografia, può ridare centralità a uomini e cose tenute ai margini della nostra civiltà artistica, modificando gerarchie pigramente accettate e aprendo nuovi territori, ignoti perché chi avrebbe potuto non li ha fatti conoscere.
ISSN 3103-5639
comitato scientifico
Gabriele Finaldi, The National Gallery, London
Carmen Morte García, Universidad de Zaragoza
Giuseppe Porzio, Università di Napoli L’Orientale
Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, già Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Gert Jan van der Sman, Universiteit Leiden Nederlands Interuniversitair Kunsthistorisch Instituut | Istituto universitario olandese di storia dell’arte, Firenze
