Al compimento simbolico dei duemilacinquecento anni di Napoli, artem raggiunge il traguardo dei suoi primi sedicimila quattrocento venticinque giorni: editoria e servizi di valorizzazione per il patrimonio artistico e ambientale, con il filo conduttore trasversale di ri-generare identità culturali, raccontare storie che invitino a nuove esplorazioni.
Da quando la fisica moderna ha azzerato i concetti assoluti di tempo e spazio, mettendo in crisi radicalmente l’architettura stratificata dei saperi costituiti, il bisogno di senso ha assunto, se possibile, una urgenza ancora maggiore. Dare impulso a mappe di esperienza, a trame durevoli di ‘convivenza creativa’ capaci di rispondere alla crisi di valori del nostro pianeta infinitesimo nell’Universo, è la sfida smisurata che interroga oggi ogni impresa culturale di buona volontà del terzo millennio.
Con questa consapevolezza, con l’umiltà e il senso della misura delle energie reali in campo, artem prova a mettere in relazione giorno dopo giorno la solidità della erudizione rigorosa, degli specialismi settoriali, con trame narrative di divulgazione e coinvolgimento critico capaci di stimolare forme originali di trasformazione civile e sociale. A tenere insieme per quanto possibile memoria selettiva e innovazione tecnologica, visione globale e cura meticolosa della ‘prossimità’.
Perché i buoni propositi di tutela intransigente dei cosiddetti beni comuni si trasformino finalmente in buone pratiche, percorsi originali di sostenibilità, generazione di nuova ricchezza materiale e immateriale.
Per aspera ad astra